Libri

Medin. Trenta storie del Mediterraneo (Rogiosi Editore, 2015)


Una raccolta di storie - ben trenta - il cui filo conduttore è il Mediterraneo: la sua civiltà di mare, isole e porti, ma anche la scrittura e la memoria, che si snodano tra le righe di un diario di viaggio, in cui l’autore mescola letteratura, storia, mémoire de voyage e reportage giornalistico. La maestria dello scrittore condita con il trasporto dell’esploratore, tratteggeranno il viaggio da Napoli a Tangeri, passando per Barcellona, Istanbul e Gerusalemme. Così prenderanno vita ricordi, descrizioni, storie e leggende di luoghi e di uomini, quali il grande scrittore israeliano Amos Oz, tra le mura sacre di Gerusalemme; il giornalista di Haaretz Gideon Levy, nella caotica Tel Aviv; la coraggiosa blogger della rivoluzione tunisina Lina Ben Mhenni; il fotografo catalano Francisco Boix i Campo; il fruttivendolo-eroe Mohammed Bouazizi, che con il suo gesto ha dato il via alle rivolte nel mondo arabo; ancora la giornalista turca Füsun Erdogan; o il maestro Rami Balawi, che a Gaza continua ad insegnare storia, nonostante i bombardamenti.

Sansür: censura. Giornalismo in Turchia (Bianca&Volta Edizioni, 2012)

Un filo invisibile lega le vite raccontate in questo libro. Si tratta di giornalisti, uomini e donne appassionati del proprio mestiere, impegnati a raccontare con professionalità la verità dei fatti e per tal motivo indagati e imprigionati, alcuni addirittura uccisi, in passato. Tutto questo accade in Turchia, paese del Mediterraneo, paese democratico, paese di cui da anni si discute il possibile ingresso nell'Unione Europea.
Marco Cesario ha vissuto a Istanbul, ne ha subito il fascino, i mercati di spezie, i gabbiani in volo sul Bosforo, e ne ha conosciuto le difficoltà e i timori di svolgervi un'inchiesta. Ha incontrato quei giornalisti, i loro colleghi, i loro familiari e attraverso quelle conversazioni, a volte a forti tinte intimiste, riavvolge quel filo narrandoci le loro vite distrutte dalle censure e dagli abusi di potere subiti. Così quel filo diviene testimone del passato e del presente della Turchia, ne svela le atmosfere e le contraddizioni, la cultura e le zone d'ombra. La volontà di svelarle per contribuire alla coscienza civile del proprio paese può condurre un giornalista in carcere, all'esilio o alla morte?
Questo è accaduto ad Ahmet Şık, in carcere per oltre un anno per aver scritto un libro confiscato ancor prima di esser stampato (e di cui qui pubblichiamo alcuni stralci inediti), a Dogan Özgüden, costretto alla fuga clandestina quarant'anni fa e tuttora oggetto di minacce ed intimidazioni nel suo esilio a Bruxelles, a Zeynep Kuray, imprigionata per aver raccontato la guerra di cui è vittima la minoranza curda, a Hrant Dink, ucciso per aver affrontato il tema del genocidio degli armeni, e a molti altri ancora.