Coronavirus: il professor Raoult, l'uomo che mette in imbarazzo il governo francese

Sembra uscito dalla penna di Alexandre Dumas ma è un ricercatore prestigioso che lavora sulle malattie infettive da oltre 30 anni. E' lui oggi al centro di una tempesta mediatica senza precedenti dopo aver dichiarato che la clorochina è una cura valida per il Covid-19 e dovrebbe essere prescritta subito. Il governo non lo ama e non lo ha neppure nascosto ma ora deve fare i conti anche con lui.

Ieri circa 300 persone si sono affollate davanti all'IHU Méditerranée Infection del professor Didier Raoult a Marsiglia. Una folla eterogenea è venuta qui in cerca di ciò che il governo non offre. "È come i falsi profeti", mormora un membro del ramo esecutivo del governo. Sfidando le direttive delle autorità, l'irrequieto medico-biologo ha aperto le porte, proponendo test, per il momento riservati ai custodi e alle persone fragili, e il suo trattamento, la clorochina, che è ancora in fase di sperimentazione clinica. "E il rispetto delle regole di reclusione? "ride un consigliere ministeriale.

Lo stesso primo Ministro Edouard Philippe ha dovuto rispondere alle domande incessanti di parlamentari e giornalisti: perché non usare la clorochina per vincere il Covid-19? Dopo aver notato che le opinioni "dei più illuminati sull'argomento sono spesso divergenti", il primo Ministro ha fatto appello al Consiglio Superiore della Sanità Pubblica, che ha raccomandato l'uso dell'idrossiclorochina solo in casi gravi, negli ospedali, e sulla decisione collegiale dei medici. Un'ordinanza in tal senso sarà emessa dal Ministro della Sanità, Olivier Véran.

Il sindaco di Nizza, Christian Estrosi, lui stesso contaminato dal coronavirus, ha detto a Radio J che occorre fidarsi di Didier Raoult, il quale ha avuto la brillante idea di iniziare a testare sui pazienti un trattamento a base di idrossiclorochina, un derivato della clorochina - un farmaco antimalarico conosciuto fin dalla fine degli anni '40. Farmaco che produce effetti positivi su tre quarti dei pazienti, secondo lo specialista. Ma la comunità scientifica è prudente. I risultati di questo studio clinico, pubblicati sull'International Journal of Antimicrobial Agents, vanno presi con estrema cautela, dicono molti esperti. Il protocollo stesso è criticato: i pazienti e i medici conoscono il trattamento che viene somministrato, il numero di pazienti è molto limitato e alcune persone con gravi patologie sono state escluse dallo studio.

Ma Didier Raoult non ci sta. Su 24 pazienti trattati all'infezione di IHU Méditerranée con idrossiclorochina, il 75% ha una carica virale negativa dopo sei giorni, ha detto. Per dirla in modo chiaro: il virus è scomparso, il paziente non è più contagioso. In confronto, il 90% dei pazienti trattati senza clorochina, a Nizza e ad Avignone, sarebbe ancora contagioso dopo lo stesso periodo.

Ma è stato l'intervento del presidente americano Donald Trump giovedì scorso a mettere in luce questi risultati promettenti, anche se la Food and Drug Administration (FDA), l'agenzia federale che sovrintende alla commercializzazione dei farmaci negli Stati Uniti, ha poi temperato l'entusiasmo presidenziale.

Genio o ciarlatano? Didier Raoult non è un ricercatore qualunque. Durante la sua carriera a Marsiglia, in questa città dove è arrivato all'età di 9 anni con i suoi genitori, di ritorno dall'Africa, ha moltiplicato le sue scoperte. Il Mimivirus ad esempio, questo virus gigante che ha identificato nel 1992 e che ha chiamato in onore di "Mimi l'ameba", questo eroe inventato da suo padre quando gli raccontava storie per spiegare l'evoluzione. Poi è la volta dello Sputnik che individuerà, grazie al Mimivirus: un virus nano eccezionale perché virofago, capace di infettare un altro virus per prosperare. Con le sue team ha identificato decine di nuovi batteri patogeni, due dei quali oggi portano il suo nome, Raoultella planticola e Rickettsia raoultii.

Oggi è al centro di uan tempesta mediatica senza precedenti e soprattutto con la sua ingombrante presenza sta mettendo in crisi il protocollo sanitario francese. Che abbia ragione? Lo vedremo nelle prossime settimane ma ai politici francesi Raoult proprio giù.

E così la rottura tra Didier Raoult e il governo è stata consumata: "Non partecipo più alla riunione del Consiglio scientifico promossa da Emmanuel Macron" ha detto al quotidiano Les Echos. In disaccordo per settimane con la politica di contenimento da lui descritta come medioevale, Raoult afferma la necessità di uno screening di massa su scala nazionale per individuare i casi sospetti, isolare e trattare i pazienti positivi. Proprio come in Corea del Sud.

@marco_cesario

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